Un pugno di case aggrappate al ripido versante della montagna, molte delle quali appollaiate sui massi ciclopici ereditati dai ghiacciai di ere geologiche passate. Le case, addossate le une alle altre, formano un intreccio di viuzze, contrade e porticati che conducono agli ingressi delle abitazioni, richiamando chiaramente un’origine medievale. Sulla strada provinciale che porta al paese, poco prima dell’ingresso, “La pera du Rucias” testimonia l’origine del borgo. La memoria degli anziani, tramandata fino ai giorni nostri, narra che sotto l’imponente masso, al riparo della “barma” (balma), trovarono rifugio i primi abitanti del paese, “i Rocia”.
Il dottor G.B. Basso, “Titin er medich”, come amavano chiamarlo i suoi compaesani, definiva il borgo di Prea e la sua chiesa “un piccolo gregge di pecore al riparo del suo pastore”.

 

Alcune delle case che costituiscono la borgata di Prea
Interno della chiesa di Prea
Murales con laboratorio cuoio
Vista dall'alto della chiesa

Gli abitanti di Prea e della sua valle, intorno alla metà del 1800, decisero di erigere la nuova e attuale chiesa, perché la precedente, già dedicata alla SS. Trinità, era diventata insufficiente a contenere tutti i fedeli (in quegli anni Prea contava oltre 1.100 abitanti); così ci tramanda uno scritto dell’allora parroco Don Giovanni Pietro Martini. Una comunità in crescita che traeva sostentamento dall’allevamento del bestiame, dalla coltivazione delle castagne, dai lotti boschivi e da ciò che la terra offriva spontaneamente: funghi, piante e radici officinali e fiori, raccolti e venduti anche per la produzione di profumi. Un’economia sufficientemente generosa che dava alle famiglie il necessario per crescere numerosi figli.

La nuova parrocchiale, un edificio imponente che sovrasta l’intero abitato di Prea, fu progettata dall’architetto monregalese Gorresio e costruita tra il 1847 e il 1866. La benedizione della prima pietra avvenne alla presenza di Mons. Tommaso Ghilardi il 30 maggio 1847. Al lavoro per la costruzione della nuova chiesa, oltre alle maestranze dell’epoca, fu determinante e prezioso il contributo degli abitanti del posto, che si prestarono, nelle loro attività quotidiane, a trasportare pietre, mattoni, ghiaia, calce e legname. I vent’anni di duri sacrifici e fatiche portarono, con orgoglio e soddisfazione, alla consacrazione della nuova monumentale chiesa il 28 ottobre 1866.
Sul fondovalle, un’antica Via del sale ripercorreva le tracce di una precedente Via Romana, che collegava Alba Pompeia, l’attuale Alba, ad Alba Ingauna, Albenga. Un’importante arteria stradale dove transitavano le merci da e per il mare, tra cui il sale, indispensabile all’epoca per la conservazione degli alimenti. La strada aveva contribuito significativamente alla crescita dell’intera area della Valle Ellero.

E veniamo ai giorni nostri…

Fiori in primo piano, chiesa sullo sfondo

Chi siamo

Per spiegare chi siamo, ci siamo fatti aiutare da uno sguardo esterno, perché descriversi non è mai semplice. Prea è una piccola comunità profondamente legata al proprio territorio e alle sue tradizioni. Qui vivono poco più di un centinaio di persone, unite da un forte senso di appartenenza e da una passione autentica per la propria borgata. A Prea le radici contano, i valori si tramandano di generazione in generazione, e anche i più giovani sono parte attiva nella vita del paese, contribuendo con entusiasmo alle iniziative che lo rendono speciale.
Per loro, Prea non è solo un luogo in cui vivere, è il loro angolo di pace, un rifugio dal caos della vita moderna. Il loro desiderio più grande è condividerlo con chiunque voglia scoprirlo, immergendosi in un’atmosfera unica e senza tempo.
Le manifestazioni che organizzano raccontano la loro storia e le loro tradizioni, ma senza dubbio l’evento che più rappresenta Prea è il Presepe Vivente. Ogni anno da ottobre in poi, la borgata cambia volto e si trasforma in un autentico villaggio della Natività di Gesù, riportando in vita la magia del passato. Oltre 40 antichi mestieri prendono vita, grazie alla passione e alla dedizione di chi, con gesti tramandati da generazioni, ricrea l’atmosfera di un tempo. Il Presepe Vivente non è solo una rappresentazione, è un viaggio nella storia, un’esperienza che permette di condividere con altri l’identità più profonda di questa comunità.

Alcuni figuranti del presepe vivente di Prea impegnati a cucire

Le radici della nostra comunità

Ogni pietra, ogni vicolo
ogni sguardo racconta una storia

In questo piccolo paesino incastonato tra le montagne, il tempo sembra aver imparato a camminare piano, per non disturbare la memoria di chi, con mani callose e cuori sinceri, ha costruito molto più che case: ha costruito una comunità.
Qui nulla è solo passato. Le voci di chi ci ha preceduto riecheggiano nei canti, nei racconti attorno al fuoco, nei gesti tramandati con rispetto.
Sono le radici profonde che ci tengono saldi, anche quando il vento soffia forte.
Ogni tradizione che riviviamo, ogni festa, ogni passo lungo i sentieri è un modo per dire “grazie” a chi ha fatto grande questa borgata, con fatica, con amore, con il cuore.
E così, di generazione in generazione, custodiamo un’anima che non cambia: semplice, vera, fatta di mani che si stringono, occhi che si riconoscono e un cuore che batte all’unisono con la montagna.
Perché questa non è solo una borgata.
È casa.
È famiglia.
È storia viva.

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